Articolo rivista Boxer del 1988

Rivista boxer n°4/5 anno 1988.
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Commento del dott. Bosi su Hain v.d.Raucherecke (Jahressieger maschio tigrato 1988).” Nei tigrati ha dominato un boxer che anche se non è un fenomeno, come spesso si pretende, è pur sempre un grossissimo rappresentante della razza e soprattutto del concetto di Boxer. A me è piaciuto moltissimo, mentre ha lasciato perplessi altri italiani, abituati a ben altri bocconcini, costruiti pensando più a criteri estetici che funzionali. Si tratta di Hain v.d. Raucherecke. E’ il classico boxer da buttare contro un muro o giù per un precipizio senza poter avere la soddisfazione di poterlo vedere rotto, e se lo metti a seguito di un ciclista, in fatto di resistenza è capace di sfiancare molta gente.Mi si dice: la testa! Si! è una testa importante, tutt’altro che leggera (ma in giusta armonia con quella concezione di corpo), forse il muso è un pò più corto, ne convengo! ma non si ricorda che è passata molta acqua sotto i ponti e nessuno si è mai stracciato le vesti per un ipertipo? quanti boxer più ipertipici di Hain sono in circolazione al di quà e al di là delle Alpi? A proposito di andatura:me le sono guardate bene, in tutte le classi: Se ogni giudizio fosse cominciato coerentemente fino in fondo, dando il giusto valore alle cause di una andatura scorretta, quanti cani sarebbero stati sbattuti fuori? L’andatura è un particolare funzionale di grande importanza in un cane di utilità e non può essere trascurato.. Qualcuno si stupisce che di essa si faccia un elemento condizionante del giudizio, nel bene e nel male: ma è chiaro che se così fosse dovremmo pensare ad un boxer di pietra, immobile e inservibile. E’ questo il boxer che lo standard vuole? Sto pensando, alla prima occasione di cominciare a giudicare i boxer dall’andatura e tirar diritto, coerentemente con quanto essa mi ha permesso di rilevare. Quanti giudizi verrebbero rimessi in discussione?”

Commento dell’avv. Pugliese sullo stesso cane, pubblicato sullo stesso numero della rivista.”E adesso vi parlo di Hain v.d. Raucherecke, campione dell’anno maschi tigrati. Pensate che sono andato a Colonia quasi esclusivamente per vederlo.Me ne dicevano meraviglie e mi interessava da matti vedere una top star parzialmente in linea con il mio York.Altro che top star! Il dott. Bosi non deve volermene ma un boxer non può essere solo una macchinetta macinagiri o un potenziale buon riproduttore. Ricordo, naturalmente lo studio di ingegneria sulla “macchina boxer” e, a suo tempo, lo trovai stimolante. Ma un boxer non è solo costruzione. E’ anche testa. E’ anche espressione. E qui con Hain non ci siamo.Il vecchio Titus Von Boxerkamp, suo padre, patì da matti per difetti molto minori di quelli che passano inosservati in suo figlio. Testa a palla, piena di rughe e con un musetto che tira disperatamente a stringere. Il cuneo giova, forse alla dinamica nella galleria del vento, ma diluisce e non di poco l’essenza del boxer.”

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